venerdì 13 aprile 2012

Ci sono....

un venditore toscano di noci e un cliente francese al mercato di Firenze:


- Comment ça s'appelle...
- No, non si spellano, si schiacciano!
- Comment?
- Non con le mani, con un martello o con uno schiaccianoci.
- Je ne comprends pas!
- Se non le compra lei, le comprerà qualcun altro!


Riflessione del venditore di noci: "Hai visto che è facile capire anche gli stranieri!"

giovedì 5 aprile 2012

Parmi les Chateaux


Chateau de Verrès, Vallé d'Aoste


Chateau de Ussel, Vallé d'Aoste


Chateau de Graines, Vallé d'Aoste


Val d'Ayas, Vallé d'Aoste


sabato 31 marzo 2012

L'erba del vicino è sempre più verde

Anche senza accezione di invidia, l'erba del vicino è sempre più verde. 
Riteniamo migliore vivere altrove nel tempo e nello spazio: in Spagna o in India, in epoca Elisabettiana, o nella Parigi anni '30. Come ricorda Woody Allen in "Midnight in Paris" proviamo nostalgia per epoche mai vissute, luoghi mai visti idealizzati nella nostra mente. 

Dietro al fascino e alla curiosità forse si cela solo una perenne insoddisfazione...


Gira pagina, il blog del mio vicino è più bello!

giovedì 22 marzo 2012

Festival de la Guitarra de Còrdoba 2011

Scrivo di un viaggio dell'anno passato, per me importante perché è stato il primo “in solitaria” e forse un po’ da fricchettona con valigia e chitarra in spalla! 

Allora… il mio soggiorno a Cordoba in Spagna è durato solo qualche giorno in occasione del “Festival della Chitarra” che propone tutti gli anni concerti e masterclass di chitarra classica e flamenca. Il motivo del mio viaggio è stata appunto la masterclass con Roland Dyens, alla quale ho partecipato piena di dubbi sulle mie capacità tecniche e artistiche.
Ho apprezzato e annotato alcuni trucchetti tecnici, la sua visione sulla composizione e gli arrangiamenti chitarristici, la sua proposta di concerto. E' quello che si dice "un personaggio", nella vita come nel mondo musicale: criticato per l'interpretazione dei brani classici, definita troppo libera, diventa un genio nelle sue opere e trascrizioni. Apprezzo di lui lo stile francese, molto elegante e l'estrema cura del suono: è figlio di un pittore e ama anche lui usare una tavolozza di colori quando suona. Ho gradito il suo concerto, a programma libero, i titoli scelti, l'improvvisazione iniziale (d'altronde richiede sempre una bottiglia di gin in camerino!), alcune originali tecniche  esecutive e il brano centrale dell'amato Fernando Sor, forse per ricordare a noi chitarristi da dove veniamo.
Mi ha divertito un episodio durante la nostra chiacchierata: inizialmente gli ho parlato in inglese per utilizzare una lingua che sia lui che il pubblico uditore potesse capire, e lui mi ha fatto notare di parlare italiano, francese o spagnolo perché “siamo Mediterranei!”. Anche questa, pensandoci, è una lezione.

Ho ascoltato anche il concerto di David Russell, di cui c’è poco da dire. Sale sul palco e suona, senza moine, né attese, né pensieri. Sale e suona una suite barocca delle più complesse ma con una facilità esecutiva da farla sembrare semplice. Da brivido.


Oltre alle lezioni, nella cornice del palazzo dei congressi, e ai concerti nei vari teatri della città, quello che fa davvero il festival è l'atmosfera che si respira: trovare giovani che suonano nelle piazze, sulle panchine, al bar e unirsi a loro per divertirsi e confrontarsi. A Cordoba qualche chitarrista passa sempre! L'incontro con compagni di corso di tutta Europa con i quali sono ancora in contatto è stato altrettanto fondamentale, per la lingua, per il confronto musicale e di idee.




sabato 10 marzo 2012

La motivation

Catalogare e impacchettare è tipico della nostra mente. Lo facciamo parlando di epoche, arte e letterature.
Mi sono detta: è necessario delimitare periodi nel loro scorrere continuo per poter dare degli aggettivi, porsi degli obbiettivi e vederne il raggiungimento o il fallimento, scoprire cosa è importante a 20 anni e cosa mesi o anni dopo.
La questione del tempo in questo mio periodo è diventata essenziale, e la sua presenza tanto ingombrante nelle scelte mie e di chi mi sta attorno.
Così scrivo per etichettare, oggettivare e riflettere sul mio tempo.





IL FAUT CHANGER L'EMMENTALITE'