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domenica 27 maggio 2012

Lo que no se mueve no se mejora


Mi è tornato in mente il film "L'auberge espagnole" che a suo tempo ho apprezzato anche nella sua leggerezza e semplicità. Il protagonista Xavier, in Erasmus, si ritrova a convivere con 6 ragazzi di nazionalità differenti e quando alla fine tira le somme della sua esperienza dice: je suis lui, lui, elle, et lui aussi....
Banale, si dice sempre che un individuo è la sua storia e le persone che ha incontrato. Però l'insistenza sul dato multietnico mi sembra fondamentale per la sua comprensione. 


Sono cresciuta con persone che non hanno mai vissuto se non nel luogo di nascita e che addirittura rimangono nella convinzione di non riuscire a vivere in un'altra casa se non in quella dove sono cresciuti. Forse influenzata dagli esempi a me vicini, ritenevo normale prospettarsi una vita vicina ad amici e famiglia. Essere e rimanere una cultura, una lingua, un popolo. Adesso penso che oltre all'obbligo di studiare, essere curiosi e essere ciò che si impara sia necessario essere ciò che si vive. 
Essere una lingua è troppo poco, essere una sola cultura altrettanto. Si può pretendere molto di più, dal mondo e da noi stessi. E' necessario partire prima o poi, e all'opposto del detto "partir, c'est mourir un peu", credo che dia l'opportunità di vivere altre vite. Il mondo è troppo grande per fare parte solo di una fetta. 



martedì 1 maggio 2012

Lately...


Le mie espressioni più frequenti sono : "che palle", "mi annoio", "il solito"

Mangio sempre: biscotti

Studio distratta

Non dormo molto e quando mi capita sogno di litigare con tutti

(Però) succede anche nella realtà

Non ho voglia di lavorare neanche 5 ore alla settimana

Sono stufa delle persone che si odiano

Sono stufa del rancore

Sfido le autorità (è evidente che alcune non capiscono proprio un cazzo)

Bevo coca-cola

Compro una chitarra da 4.000 zucchine e neanche suona da sola

Invece di pensare ai troppi impegni presi guardo "Desperate Housewives"

Nei momenti di lucidità penso: "sono in ritardooo!!!!!!!"





sabato 31 marzo 2012

L'erba del vicino è sempre più verde

Anche senza accezione di invidia, l'erba del vicino è sempre più verde. 
Riteniamo migliore vivere altrove nel tempo e nello spazio: in Spagna o in India, in epoca Elisabettiana, o nella Parigi anni '30. Come ricorda Woody Allen in "Midnight in Paris" proviamo nostalgia per epoche mai vissute, luoghi mai visti idealizzati nella nostra mente. 

Dietro al fascino e alla curiosità forse si cela solo una perenne insoddisfazione...


Gira pagina, il blog del mio vicino è più bello!

sabato 10 marzo 2012

La motivation

Catalogare e impacchettare è tipico della nostra mente. Lo facciamo parlando di epoche, arte e letterature.
Mi sono detta: è necessario delimitare periodi nel loro scorrere continuo per poter dare degli aggettivi, porsi degli obbiettivi e vederne il raggiungimento o il fallimento, scoprire cosa è importante a 20 anni e cosa mesi o anni dopo.
La questione del tempo in questo mio periodo è diventata essenziale, e la sua presenza tanto ingombrante nelle scelte mie e di chi mi sta attorno.
Così scrivo per etichettare, oggettivare e riflettere sul mio tempo.





IL FAUT CHANGER L'EMMENTALITE'